La musica è dentro di noi: ci sono tanti modi per esprimermerla. Con parole e consigli. Questo è quello che ho chiesto di fare a Giulia Santucci, speranzosa, aspirante copy writer con un’ inesauribile passione per la moda di strada, quella fatta dalle persone vere.. dall’anima un po’ rock che scrive per Organiconcrete. Ed ecco cosa ci dice Giulia. (Sara Stella blogger di Fascino Rock)

La musica è dentro di noi: ci sono tanti modi per esprimermerla. Con parole e consigli. Questo è quello che ho chiesto di fare a Giulia Santucci, speranzosa, aspirante copy writer con un’ inesauribile passione per la moda di strada, quella fatta dalle persone vere.. dall’anima un po’ rock che scrive per Organiconcrete. Ed ecco cosa ci dice Giulia. (Sara Stella blogger di Fascino Rock)

“Da piccola collezionavo le foto delle Spice Girls, ballavo Gigi D’Agostino e ascoltavo i Cranberries, il 31 Luglio prossimo sarò a san Siro per il concerto di Robbie Williams e sono una fan sfegatata dei Pearl Jam.

Varietà. E’ la mia parola d’ordine, senza contare che a carnevale del 2011 mi sono vestita da Mina ed ero proprio uguale uguale!

Ultimamente passo gran parte del mio tempo su Twitter e inorridisco davanti alle faide adolescenziali che si creano tra le fan dei One Direction e  quelle di Justin Bieber, le temibilissime Beliebers. Allora penso alla bellissima amicizia che lega Eddie Vedder (Pearl Jam ) eChris Cornell (Soundgarden), alle side band, ai supergruppi che si creano grazie al rispetto reciproco e all’amicizia di grandi esponenti della musica, tipo gli Atom For Peace di Tom Yorke.

Siamo bombardati, letteralmente, dai talent show e ormai la musica italiana è satura di canzonette dove il significato nascosto più profondo è “ti amo, e te no”. Poi ci lamentiamo che siamo invasi dagli Hypster! Lo sapete cosa sono? Semplicemente un’altra sottocultura giovanile come mille altre che almeno da una grande importanza ai Pink Floyd, che se vede un triangolo su sfondo nero attraversato da un arcobaleno sa che è la copertina di The Dark Side Of the Moon. Di certo preferirei avere un figlio Hypster che una figlia Belieber…

Chi vuole emergere usa i canali di Youtube, Facebook, Twitter sperando che tra i visitatori ci siano dei talent scout. Quando questo succede si diventa “Star in un minuto 2.0”, ma i contenuti lasciano sempre un po’ a desiderare. Vi consiglio di guardare il documentario di Cameron Crowe sui 20 anni di storia dei Pearl Jam, oltre ad essere un’ottima e egregiamente fatta digressione sul grunge-rock degli anni ’90 mostra quanto la tenacia e l’umiltà possano ottenere risultati stupefacenti.

Guardatelo, non ve ne pentirete.”

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