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CCKUO LONDON … SO FASHION

Sulla scia delle numerosissime fonti di ispirazione, che ci hanno accompagnato durante la Milano Fashion Week, stamattina facciamo colazine con marmellata e profumi asiatici!

White Show, una marea di blogger, buyer, fotografi, designer e tra tutti gli stand colorati e  luccicanti, anche

CCKUO LONDON.

CC, nata a Taiwan, è figlia della Central Saint Martin di Londra, quel tempio sacro dal quale sono usciti mostri sacri come Vivienne Westwood e Alexander McQueen. E’ con McQueen che CC ha collaborato uscita dalla Sain Martin, e sempre lui è fonte d’ispirazione continua per le sue creazioni, insieme a Preen, Viktor & Rolf & Lanvin.

Le creazioni di CC ruotano intorno al mondo dell’illusione, creando disegni ipnotici su stampa digitale.

tessuti sono pregiati, costruiti, ma impalpabili, velluto e raso di seta, doppio crepe modellati con un uso sapiente del drappeggio.

colori sono brillanti e riprendono i toni della terra e dell’acqua per la realizzazioni di abiti straordinariamente moderni e raffinati.

CC KUO, appena diplomata alla Saint Martin, è stata notata dalla leggendaria stylist Katie Grand e da quel momento in poi la sua è stata una graduale ascesa nel mondo del fashion design di lusso. Stimolata dai colori e dagli outfit londinesi di Oxford Circus, CC ha creato la sua prima vera collezione nel 2010 e, insieme ad altri prestigiosi riconoscimenti, ha vinto il primo premio della deigner competition promossa da Lookk.com nel 2012.

Gli abiti possono essere acquistati anche on-line sul sito… http://www.cckuo.com/

DATE UN OCCHIO… ASPETTO I VOSTRI FEEDBACK!

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1371336_10202027981451037_1078545351_n 33On The Road with LE CROWN shoes

Per introdurre questo post citerò  Nicolò Golia Bedendo che cita Kerouac, e poi vi spiegherò il perchè e il per come…

” Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo altro e più lungo cammino da percorrere ma non importa, la strada è vita…”

(Jack Kerouac – On the road)

Dando per scontato che tutti sappiate chi è Kerouac vi chiarirò le idee su chi sia  Nicolò Golia Bedendo.

Nicolò è il fondatore e designer dello shoe-brand LE CROWN, insieme con i colleghi Mikael Fortuna, esperto consulente di Marketing-prodotto e Samuele, artigiano e coordinatore della produzione. Vi avevamo già accenato al brand nel post sulla VFNO, parlandovi dell’evento organizzato da Biffi, il noto store Milanese, ora eccoci qua a svelarvi di cosa si tratta. Ispirandosi ai viaggi “On the Road“, all’ America ribelle degli anni ’50, all’ energia del Rockabilly e avvalendosi di una tradizione di famiglia che dura dagli anni ’40,  Nicolò ha dato vita ad un brand hand-made tutto Italiano producendo calzature alla moda, comodissime e dal gusto retrò. Dalla collezione PE 2013 alla FW 2014 la linea rimane invariata, ma si trasformano le stampe e  i tessuti, variando le scale cromatiche con tonalità accese, vivaci e contrastanti. E giuro sulla mia scarpiera che sono veramente, maledettamente comode!

Anche il packaging LE CROWN si lascia coinvolgere dal mood “On the Road” proponendo una travel bag di plastica trasparente, utilissima da trasportare e molto pratica anche per mostrare le calzature nell’esposizione in store.

Io e la nostra Elisa, abbiamo partecipato al party LE CROWN allo Store Biffi di Corso Genova 5 durante la VFNO e in questo post vi presentiamo la nostra personalissima interpretazione versione delle shoes LE CROWN durante la MFW.

” Una bella scarpa può cambiarti la vita.”
Cenerentola

Read more at http://welovefashion.it/brandnews/road-le-crown-shoes/#Br8BPLJOrK0Rvkjh.99

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I papillon in ceramica di Cor Sine Labe Doli – Cuore senza macchia di tradimento

Cor sine Labe Doli è il motto di Corato, città natale dei creatori di questo elegantissimo ed innovativo, omonimo, brand e vuol dire “Cuore senza macchia di tradimento “.
Nato nel 2009, Cor Sine Labe Doli fonda la sua filosofia su principi assoluti di eleganza, tradizione e avanguardia.
Rigorosamente Made in Italy, il marchio lancia come sua prima creazione artistica Primo, il papillon in ceramica che diviene subito accessorio glamour di successo.
Must have per ogni fashionista, il papillon viene rivisitato in chiave moderna, abbinato a camice colorate e a maniche corte, gilet, polo.
Una chiave interpretativa tutta nuova e moderna per identificare l’eleganza di un elemento cult del guardaroba maschile d’ogni tempo.
Sulla scia del successo Cor Sine Labe Doli ha ampliato i propri orizzonti creando una evoluzione di Primo, un papillon già annodato con il cuore di morbida seta. Negli ultimi tempi è nato anche Primo Metallum, un’ulteriore evoluzione in alluminio verniciato.
I giovani designer del brand non si sono, però fermati qui, creando clutch, cravatte dal cuore in ceramica, charms per lui e per lei e pochette da tasca. Denominatore comune è ovviamente la ceramica sia nei colori pastello base che nella lavorazione con texture geometriche.
Ultimo, ma non da meno, Eloquium, profumo Pour Unisex dai toni speziati freschi e sensuali.
Ai posteri l’ardua sentenza… io in cuor mio sono rimasta affascinata!

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Dream Vintage with Francesca Caltabiano

te vorrei tornare un pò bambina, a quando mi piaceva chiudermi in camera di mia nonna, sedermi sul letto e aprire tutti i portagioie. Spargevo sul piumone tutti i ciondoli e gli orecchini e li passavo in rassegna come se fossero tesori nascosti, assicurandomi che nessuno entrasse mi godevo quella mezz’ora di silenzio ascoltando il tintinnio che facevano, sentendo la sensazione che mi lasciava la polvere sulle dita. Il profumo di antico insieme all’odore delle lenzuola fresche, tutto illuminato dalla luce che entrava dalla finestra. Era sempre luminoso quel momento perchè senza il sole che filtrava dall’esterno non avrebbe avuto la stessa magia, quindi mi riservavo il mio piccolo spazio solo per le belle giornate.

Cercando su internet ho trovato il sito di Francesca Caltabiano ( http://www.francescacaltabiano.com ), designer fiorentina, e quelle sensazioni che provavo da piccola sono riaffiorate. Laureata nel 1989 a New York in Fashion Marketing presso il Fashion Institute of Technology, nel 1991 si diploma al Gemological Institute of America dove collabora come gemmologa per alcuni anni e torna in Italia nel 1993.

Dopo varie collaborazioni Francesca decide di dar vita alla propria attività nel 2007, iniziando a creare gioielli vintage. Le sue collezioni parlano di lei, dell‘influenza newyorkese degli anni ’90, della passione per la musica di Gaber e delle fiabe e canzoni della sua infanzia.

Adesso insegna Fashion in Film alla Florence University of the arts, collabora come designer con un’azienda alal creazione di complementi d’arredo e accessori per il tempo libero.

Nelle sue collezioni “Caracolla, Ranascimento, Post Rosp, Drago Mago” draghi, rospi un principi un pò re…Un pò solo rospi.

In “Don’t Leye TO ME” una collezione dedicata agli occhi, allo sguardo, all’iride come specchio dell’anima; in “Repechage” creazioni uniche dedicate al passato delle sue clienti. Ha fatto anche una collezione per uomo “Homology” per quei LUI che hanno senso dell’umorismo e non si preoccupano di indossare argento, smalto e perle. Ogni gioiello ha la propria storia accanto perchè ognuno di essi è unico.

 Vi lascio il soundtrack per questa collezione….. E qualche foto!

 

 

 

 

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KELE Clothing, dall’ Ungheria con stileLa Fall Winter 2013/2014

 

 – 11/9/2013 – Moda –
 

 

 
 
 

Buongiorno! E BENTORNATI! 
Eccoci di nuovo, davanti ai nostri computer, davanti allo specchio la mattina presto, davanti ai doveri!
Anche noi di Organiconcrete siamo tornati, e questa mattina vi presento uno dei miei articoli di moda sugli young designer, poi…venerdì sarò in pole con il creative advertising!
Piccola premessa polemica, altrimenti non sarei io. Abbiamo capito tutti, guardando le vetrine, che stampe colorate un po’ “maglione della nonna” un po’ “piccola squaw”, tee rock e checked shirt con borchie un po’ ovunque, sono un must della F/W ’14 .
E allora… che ne direste di scegliere un brand che mischia lo stile tradizionale e l’urban style senza però risultare scontato?

Ecco a voi KELE Clothing.
Kele Ildikó è una giovane fashion designer ungherese che ha creato il suo brand mixando gli elementi tradizionali della sua cultura con lo street style, sia per uomo che per donna.
Una collezione di chemisette, cardigan, pull, tee e camice che potrebbero far arricciare i peli della barbetta ai giovani hipster o presunti tali. Colori brillanti e stampe, abbinamenti armoniosi e creativi, per dei capi prodotti in loco e in maniera artiginale, che per la FW 2013/2014 prendono inspirazione dalla natura, dai colori degli alberi, delle foglie e delle piante.
Sul sito troverete l’on-line shop per ordinare direttamente i capi e io…fossi in voi… un pensierino ce lo farei!

 

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HU jacket … reverse style!

La freschezza di una giovane mente che crea e si reinventa, l’entusiasmo degli amici che si prestano ad aiutarlo, le aspirazioni contornate di umiltà che parlano di passione per la moda e non di autoelezione presuntuosa a fashion designer affermato.
Tutta l’ispirazione che può generare una brezza di mare in un paesino di poche migliaia di abitanti.
Parliamo di  voglia di fare, di lanciarsi senza paura… parliamo di Guglielmo Montesi, 28 anni e di un minuscolo negozio di abbigliamento a Castiglione della Pescaia, cuore pulsante della Maremma.

Guglielmo ha creato il suo marchio HU jacket a Gennaio scorso, solo 4 modelli di giacche in tessuti informali usando anche gli interni delle felpe estive, 4 giacche fit da portare tutti i giorni con un tessuto a contrasto inserito nel colletto e nel taschino come pochette reverse.
Dai pochi modelli distribuiti solo in Toscana alle passerelle di Pitti il passo è stato è breve e HU jacketadesso viene distribuito anche in Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Campania e Sicilia.
Una scia di entusiasmo che ha dato vita ad una collezione invernale per lui e per lei pronta per la stagione 2014 ampliando la collezione. Tanti colori, fantasie camouflage, checked, fiori per una linea che è ispirata veramente dalle idee che i coetanei hanno della moda pret-à-porter.
Il nome del marchio è una piccola provocazione, HU è uno dei cognomi più diffusi in Cina, e vuole essere una risposta alle miriadi di fabbriche nella zona di Prato che usano nomi italiani ma che in realtà sono di proprietà cinese.

” Allora sai che c’è? – dice Guglielmo – io di rimando per il mio brand tutto italiano uso un nome cinese! ”

Dicendo che il negozio è a Castiglione della Pescaia, il mio amato, meraviglioso paesello mi sono scoperta. Guglie è un mio amico, ma non è un favore questo… gliel’ho chiesto io di poter fare l’articolo su di lui perchè, cavolo… Guglielmo sei proprio bravo!

Foto: Alessandro Baglioni fotografo – Cantieri Fotografici

data pubblicazione: 4/7/2013

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VARANASI, geometrie argentine

Ho sempre pensato che a un certo punto della mia vita me ne andrò da qui, dall’Italia, dall’ Europa, per trasferirmi nel mio piccolo sogno. Avete presente quelle cittadine americane piccolissime, sempre umide e nuvolose con un piccolo porto, un solo emporio e uno sceriffo che conosce tutti per nome? Sono quelle cittadine dove, solitamente, nei film americani succedono i disastri, dai serial Killer ai vampiri… ebbene questi posti esistono davvero e la mia El Dorado sarebbe Valdez in Alaska.

Spostandoci di “qualche” kilometro voglio parlarvi del progetto Organic (la digressione sopra è solo frutto di una delle mie solite, inspiegabili associazioni mentali), Silvia Delgrosso “Bolbo” è la responsabile Pubbliche Relazioni del marchio argentino VARANASI  ed ha preso parte  ad un’incredibile avventura.

Il progetto è un’idea della video-perfomer Andrea Juan con la collaborazione di Varanasi e del compositore russo Nicolas Sorín: due mesi in Antartide tra gennaio e febbraio 2013 dove fotografare le stoffe del brand ambientandole nella natura più incontaminata per sensibilizzare sul problema del riscaldamento globale. Un’avventura intensa che ha messo alla prova la forza fisica e spirituale della squadra protagonista, un’avventura che ha generato materiale artistico di alto livello che verrà esposto, tramite un’ installazione, in tutto il mondo.

VARANASI, però, è anche e soprattutto un marchio di alta sartoria molto famoso in Argentina e pronto per essere lanciato in Italia. Acrilici intarsiati, nylon, spandex, poliestere, seta naturale, shantung di seta, organza, chiffon, crêpe de chine per ceare abiti sofisticati, casual, rock, che seguono linee geometriche combinando rigidità e morbidezza.

Victor Delgrosso e Mario Buraglio, ex compagni alla Facoltà di Architettura, da oltre 30 anni sperimentano forme, colori, materali grezzi per dar vita alle loro creazioni.  Esecutori autodidatti e sempre in cerca di nuovi stimoli i due designer confessano, però, di aver “rubato” qualcosa all’ India, luogo che negli anni ’80 ha segnato profondamente le loro vite, VARANASI è il nome sanscrito della città indiana sacra di Banares.
Vi consiglio di dare un occhio anche alla fanpage...