Casa

Stato

amore

Come faccio a spiegare che se non ci sei io la notte sento freddo?
E che se ti perdessi mi perderei anche io?
Come faccio a spiegarti che sono rinata tra le tue braccia?
E che insieme siamo ritornati a sorridere?
E’ che sei il mio ” troppo bello per essere vero “. 
E’ che con te al mio fianco non ho bisogno di occhi per vedere, perchè so che ovunque mi porterai, quella sarà la mia casa. 

Milano

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Me lo ricordo ancora quel giorno.
Quel giorno pioveva.
Era caldo, un caldo afoso di quelli che ti prendono il collo e ti soffocano lentamente, di quelli che ti piantano le caviglie all’asfalto e non ti fanno camminare.
Era Luglio.
Arrivai alla Stazione Centrale, non l’avevo mai vista, non ero mai stata sola in una città così grande. Ricordo che pensai a quanto dovesse essere insopportabile e soffocante vivere lì. Ricordo che mi incamminai verso l’uscita e man mano che procedevo era come se i palazzi e le strade davanti a me prendessero colore.

Prima era grigia, fumosa, sporca, ma più avanzavo più quella massa informe di palazzi, traffico e persone acquistava un senso.
Ricordo che camminai un sacco, a pensarci adesso feci più o meno due volte la strada che avrei dovuto fare perchè chiedevo indicazioni a caso e non arrivavo mai.
I piedi mi facevano male e quel baffo nero che mi ero fatta sugli occhi prima di prendere il treno ormai mi aveva sporcato il viso; la gente intorno correva, io ero di fretta, ma andavo piano. Come in un film a rallentatore.

Arrivai.

Tornai.

Sono passati più di due anni.

Quella città strana e confusa ho iniziato a chiamarla casa. Quella città così incasinata, così perfetta, così soffocante, così capace di farti sentire sola, ma senza farti soffrire.
Ho imparato l’arte del vivere con se stessi, ho imparato che camminare soli per strada con la mente vuota e lo sguardo perso davanti è bellissimo, ho imparato che una giornata al parco in primavera è una gita tra mondi diversi. Ho imparato a procedere serena, a tenermi strette le mie cose, a smettere di cercare di essere qualcun’altro, a crescere.

Ogni volta che sono ripartita sono sempre tornata, al mio minuscolo monolocale, alle mie abitudini, ai miei libri, alle mie bancarelle, alle mie canzoni.
Milano.
Milano che adesso è così piccola, che mi rende sicura.
Milano.
L’ultima volta che sono tornata, però, mi sono sentita come quel giorno di Luglio.
Milano già lo sa.

Sazi

Citazione

Saturno-tempesta-Cassini-Polo-Nord-700x700-340x340La carne si mescola, si fonde, è sangue umano, è animale.
Il sudore imperla la fronte e le braccia, anche quelle parti del corpo che non sudano, in quel momento piangono.
Ti muovi a scatti, sussultando, rovistando nella pelle dell’altro come un bambino che cerca il seno della madre al buio, cieco.
Un cane che senza più occhi alla ricerca di cibo per nutrirsi, segue l’odore, annaspa, è affannato, affamato.
Il sangue pulsa nelle tempie, lo senti scorrere, puoi seguirne il percorso. Parte dallo stomaco, ti infuoca il cervello, scende, tremi, ti invade.
Nella testa c’è il vuoto, un vuoto pieno.
Non pensi mentre pensi a tutto.
Sei la marionetta dei tuoi fremiti, sei il coltello, sei la vittima, sei il carnefice.
Ti aggrappi.
Stai per cadere, sei felice di cadere, un attimo ancora e sprofonderai per kilometri alla velocità della luce, con le viscere in gola, con gli occhi chiusi.
Non esistete, esiste solo un’essere informe che aggroviglia le membra e si trasforma.
Si trasforma. Si trasforma. Si trasforma…
Non si distinguono più anima e pelle.
Siete precipitati, un secondo in cui siete morti e risorti.
Insieme.
E il cuore riprende il suo cammino a battiti regolari.
Siete sazi.
Per ora. 

Link

Sapete? Mi sono trovata a riflettere…
Avevo 14 anni quando sono andata a ballare la prima volta con le mie amiche…quelle stesse amiche con le quali ci ritroviamo anche adesso, dopo 11 anni, davanti ad una bottiglia di vino.
Ho passato gran parte di questi ultimi 11 anni single, con la piena libertà di fare qualunque cosa volessi, senza curarmi di mantenere un atteggiamento compito né tantomeno di dimostrare niente agli altri.

Da single ho bevuto, ho fatto sesso, ho ballato, ho riso, ho pianto, mi sono resa ridicola, mi sono fatta valere, hanno creduto fossi pazza, mi hanno difeso, accusato, hanno riso con me, di me, per me. Ma non ho mai perso di vista l’obiettivo della mia vita, qualunque esso fosse, nelle varie fasi e nelle varie tappe. Adesso a 25 anni quegli obiettivi li ho raggiunti e superati, tutti, uno ad uno.
Si, sono pazza, sono strana, sono esuberante, sono l’amica che anima le serate, sono la prima a salire sul tavolo a piedi nudi, sono l’ultima ad andare a letto, ma soprattutto sono IO.
IO con emozioni, IO con amore, IO con cuore.
La vita sorprende quando meno te lo aspetti e tutto quello che hai fatto, quello che sei stata fino al giro di boa non conta, arriva una persona, ti innamori, fai delle scelte e non sei piú quella strana. All’improvviso.
I giudizi della gente sono stupidi come chi li da, perchè non sono i sabati sera che fanno una persona. Sono tutti i suoi giorni, uno dietro l’altro.
Ed è capitato che in uno di quei giorni, tutti uguali, incontrassi una persona; è successo che mi sono innamorata, è successo che sono scesa dalla giostra.
E la cosa bella veramente è che a lui non importa chi fossi prima.
A lui importa chi ho deciso di essere dal momento in cui abbiamo iniziato ad amarci.
Quando per voi che giudicate, che parlate a caso, che guardate storto provo solo una gran pena.

Si sono quella strana, quella pazza, quella particolare, quella felice e sorridente.

Sono IO, con tutti i miei pregi e difetti.

Come chiunque altro, ma con un sorriso più sincero.

TI AMO DIEGO

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Per te

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E ti ricorderò così. Con i pugni alzati mentre mi insegni che l’importante è sapersi difendere, che il pugno deve essere dritto e il gomito ruotato, perchè tirare cazzotti è facile, ma farsi male lo è ancora di più.

Ti ricorderò mentre all’uscita di scuola ti nascondevi tra le folla, tra le macchine, perchè non ti volevi far vedere, ma io ti vedevo sempre ed ero un po’ scocciata dalla tua presenza, dal tuo essere così infantile nonostante i tuoi anni.

Ti ricorderò al bar, con gli amici, mentre bevendo un caffè mi mettevi il braccio intorno alle spalle… e per te ero sempre “bella, brava e buona”.

Ho sempre detto che se lo ero non era per merito tuo, ma quella tua presenza un po’ ingombrante alla fine mi divertiva perchè  avevi l’ingenuità di un bambino e neanche te ne rendevi conto di quanto fossi cresciuta.

Ti ricorderò così.

Perchè non voglio ricordare come mai gli ultimi anni non ci siamo mai visti, nè parlati.

Perchè le cattiverie, sono convinta, non erano tutte tue.

Ti ricorderò sorridente, con il volto stanco, gli occhiali da vista, il tuo maglione blu e lo sguardo buono.

E se domani non sarò presente sarà solo perchè intorno non ci sarà nessuno che meriterà consolazione; ma la mia, di consolazioni, sarà che tu, guardandoli dall’alto in basso li manderai tutti a fare in culo mentre ti scarti una barretta di cioccolata. In santa pace.

A sad story by a Dement

Nessuno ti insegna quale sia il modo giusto di amare, nessuno ti consegna un vade-mecum per far funzionare una storia.

Tutto quello che fai, tutto quello che sei lo costruisci mettendo delle pezze sui tuoi errori, sbagli su sbagli che si accavallano e prima o poi da quegli sbagli viene fuori la formula giusta.

Io non ho mai avuto una grande dimestichezza con le relazioni, non sono mai stata particolarmente brava a trovare le parole giuste al momento giusto, perchè salta sempre fuori quel maledetto briciolo d’orgoglio che distrugge sempre tutto.

Una cosa però ho imparato, una so di volerla.

Per me le relazioni si basano sull’amare i difetti dell’altro a tal punto da trasformarli in pregi.

Per me le relazioni sono passione, sono carne su carne, sono condivisione. Di tutto.

Sono incoerente, maledettamente incoerente. Ma non perchè io sia falsa o infantile, sono incoerente perchè ogni giorno affrontiamo in maniera diversa le cose e la prima reazione ad una parola, ad un gesto, quella reazione che ti viene d’istinto, non è mai la stessa.

La verità di una persona si vede con il tempo, si vede piano piano, e gli altri non sempre possono capire fino in fondo quello che siamo.

Siamo noi, con i nostri gesti a dover far capire chi siamo e spesso facciamo degli errori, spesso ci illudiamo di essere nella ragione, ci illudiamo di conoscere la reazione di chi abbiamo davanti, ci illudiamo di poter aggiustare tutto con una parola dolce.

Non è così, la realtà è dura, fa male e assomiglia ad una voragine che ti toglie le forze e ti porta a fondo.

Amo Levy, amo Kundera, amo quell’eterna ricerca dell’amore che fa di questi scrittori dei ritrattisti di sentimenti profondi.

Amo l’idea che siamo la parte mancante di un’altra metà, amo l’idea che si possa trovare una persona con la quale condividere gioie, ma soprattutto dolori.

Amo te,

con tutto l’amore che posso

TUTTO GRATIS

DIstrazione

EBBENE.

Annaspando tra idee e colpi di genio effimeri, in questa situazione economica a dir poco disastrosa mi sono posta una domanda:

Se per caso cadesse il mondo (paracit.)  io… che fine farei???

Dunque, noi ex o attuali studenti di discipline umanistiche o laureati in Scienze Della Comunicazione siamo, obiettivamente, degli sfigati.

L’ho capito ora, a distanza di 3 anni dalla laurea.

Se mi fossi laureata in medicina, in caso di catastrofe avrei saputo come salvare delle vite; se mi fossi laureata in Chimica sarei potuta risalire alla causa del problema o al massimo fabbricare un pollo arrosto usando solo le molecole di azoto.

Siccome, però, ho avuto la brillante idea di diventare Copywriter e studiare, pare, ARIA PURA, in caso di catastrofe ambientale saprei trovare la frase creativa più adatta per dire

” Oh puffalbacco, stiamo morendo, soffriremo un sacco! ” .

Dopo una laurea, un Master e uno stage mi sono resa conto (alla buon’ora direte) che in realtà, io, non so proprio fare una beneamata mazza! So scrivere, organizzare cose usando un lessico appropriato e so dove vanno o non vanno gli apostrofi tra articolo e sostantivo.

La cosa più tragica è che tutto questo mi crea solo degli scompensi psicologici quando mi capita di accendere la TV e mi rendo conto che l’ignoranza regna sovrana, sento la gente scema e il congiuntivo è una figura mitologica come BigFoot. Risultato? Mi deprimo e la buon’anima del mio ragazzo deve schiaffeggiarmi per salvarmi dalla depressione!

Ho provato a pensare a carriere alternative come Wedding Planner,  Consulente (della qualunque), Commessa, Cameriera… e scrivo tutto con la lettera maiuscola perchè sono convinta che siano Lavori con la L maiuscola… ma alla fine, per i principi della proprietà commutativa, il risultato non cambia.

Il fatto è che, miei cari, lavoro non ce n’è, entusiasmo sempre meno e ogni sforzo sembra vano…

Ho fatto qualche ricerca sui siti che offrono lavori (ai quali nessuno risponde mai) e OH CRISTIDDIO!!!! Capirete, come l’aspirazione a fabbricare polli molecolarmente innaturali diventi sempre più reale. Mi sono limitata a pochi esempi, provenienti dallo stesso sito, dal momento che ogni annuncio viene spammato (chissàpperchè?) all over sul web e vi invito ad una riflessione.

Concludo dicendo che, a parte le burle e le beffe, io il mio lavoro lo amo e continuerò a perseverare, sempre.